Nei nostri interventi ci riferiamo spesso alla permeabilità del calcestruzzo in relazione alla progettazione e al ripristino di strutture resistenti alle infiltrazioni: per definirla, però, bisogna preventivamente fare un piccolo excursus su alcune proprietà generiche dei materiali.

La porosità è il rapporto tra i volumi delle piccole cavità (fessure e spazi intergranulari) di un materiale e il volume totale del materiale stesso: trattasi di una caratteristica “microstrutturale” da cui dipendono le principali resistenze delle opere (resistenza meccanica, all’usura, al degrado).

La permeabilità viene invece definita come la proprietà che permette a un fluido (per esempio, all’acqua) di muoversi all’interno della struttura: essa è collegata alla porosità giacché un materiale, per essere permeabile, deve essere poroso e dotato di interstizi che colleghino i pori fra loro, permettendo ai liquidi di attraversare la sostanza solida (porosità continua).

Nel caso del calcestruzzo (più specificatamente, nel caso della sua permeabilità all’acqua) la porosità è discontinua: bisogna quindi occuparsi della porosità capillare, ovvero degli spazi presenti fra le particelle che compongono la pasta cementizia, capaci di creare interconnessioni fra i pori. Tale proprietà è correlata, a sua volta, con la “porosità del gel” presente all’interno dei prodotti idratati solidi (in particolare del C-S-H, silicato idrato di calcio) e con la composizione e la stagionatura del calcestruzzo.

L’impermeabilità del calcestruzzo, essendo assicurata solo al di sotto di un certo valore di porosità capillare, si raggiunge quindi tenendo conto:

  • del rapporto acqua/cemento;
  • del grado di idratazione (raggiungibile dopo un determinato tempo di stagionatura).

Per ottenere un calcestruzzo “realmente” impermeabile è richiesto però un impegno di progettazione molto maggiore di quello a cui la vita di cantiere ci ha abituato, comprendente operazioni di mix design, confezione, messa in opera, cura e stagionatura eseguite magistralmente.

Inoltre, anche quando l’intero lavoro viene svolto a regola d’arte rasentando la perfezione, sussiste sempre la possibilità che una volta completato il ritiro permangano quantità non trascurabili di pori capillari.

Con un rapporto acqua/cemento superiore a 0,40, per esempio, è praticamente impossibile che ciò non accada, a meno che non si intervenga con appositi “filler reattivi” come MICROSIL 90.

Le soluzioni Azichem al problema comprendono però, oltre ad altri accorgimenti di impermeabilizzazione preventiva, diversi presidi di ripristino impermeabilizzante: scopri di più e chiedici maggiori informazioni sulla permeabilità del calcestruzzo contattandoci tramite l’apposito form.

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