Secondo il rapporto del Cresme presentato durante la scorsa fiera MCE-Mostra Convegno Expoconfort di Milano, intervenire per la riqualificazione energetica degli edifici scolastici garantirebbe un risparmio annuo di circa 400 milioni di euro. Un dato interessante, se si considera che la bolletta energetica pagata dalle scuole italiane – quantificate in circa 52mila – è pari a 1,3 miliardi all’anno.

Al momento in Italia, secondo l’analisi del Cresme basata sui dati dell’Anagrafe per l’edilizia scolastica,  l’11,7% delle scuole è interessato da interventi di ristrutturazione parziale o totale.

Dal rapporto emergono alcune differenze riguardo quello che è stato fatto finora: nella maggior parte dei casi – ovvero il 58% degli edifici interessati da riqualificazione – sono state adottate misure riguardanti soprattutto impianti (termico 64%, produzione energia 46%) e serramenti (doppi vetri 62%), mentre risultano ancora scarsi gli interventi di coibentazione delle superfici opache (coperture 38%, pareti 19%).

Il rapporto offre inoltre una panoramica dettagliata delle caratteristiche costruttive e impiantistiche delle scuole italiane: con una superficie coperta complessiva di 73,2 milioni di mq e una volumetria complessiva di 256,4 milioni di mc, la maggior parte degli edifici (39%) ha una dimensione compresa tra 1.000 e 3.000 mq, il 50% riguarda edifici di dimensioni medio-grandi (tra 1.000 e 3.000 mq) e il 27% edifici di grandi dimensioni (oltre 3.000 mq).

Se l’83% delle scuole sono collocate all’interno di un unico edificio (il restante 17% sono complessi), il 77% delle strutture è completamente isolato, il 13% è contiguo su due o più lati con altri fabbricati e il 10% è contiguo su un unico lato.

Dal punto di vista costruttivo, netta prevalenza delle strutture miste in cemento armato e muratura (67% del totale), seguite da quelle con muratura portante in pietra e mattoni (15%) e muratura portante in laterizio (14%), mentre solo il 2% presenta una struttura portante in cemento armato e pannelli prefabbricati.

Per quanto riguarda l’impiantistica, il 97% delle strutture è dotato di un impianto di riscaldamento “tradizionale”, alimentato soprattutto a gas (73%), in misura minore da gasolio e olio combustibile (24%). I radiatori la fanno da padrone (93%), pochi fan-coil (4,4%) e pannelli radianti (3,2%); per quanto riguarda la regolazione della temperatura, il 61% degli edifici possiede un unico sistema, mentre solo il 12% ne ha uno in ogni stanza e l’8% ne possiede uno in ogni piano.

E gli impianti di condizionamento? Non pervenuti nel 79% dei casi, mentre nel 19% è presente ma separato dal generatore principale e nel 2% è integrato nel generatore principale – dove presenti, gli impianti sono soprattutto fissi (split – 85%), mobili solo per il 2% dei casi, mentre l’11% degli edifici utilizza pompe di calore.

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Fonte: edilportale.com
(http://www.edilportale.com/news/2018/03/risparmio-energetico/scuole-cresme-la-riqualificazione-energetica-genera-risparmi-fino-a-400-milioni-di-euro-annui_63063_27.html)

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