Approvate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti lo scorso 17 gennaio, sono entrate in vigore dal 22 marzo le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni – NTC 2018, normative fondamentali che regolamentano il progetto, l’esecuzione e il collaudo degli edifici e ne indicano le prestazioni necessarie in termini di resistenza meccanica e stabilità.

Quali sono dunque le novità e i cambiamenti introdotti dalle NTC 2018?

Innanzitutto, la messa in sicurezza: il nuovo decreto introduce infatti delle semplificazioni per interventi di adeguamento sismico, prevedendo uno sconto del 20% sulla verifica riguardante casi di mutate destinazioni d’uso (§ 8.4.3. lettera c) e modifiche di classe d’uso – costruzioni di classe III a uso scolastico o di classe IV.  Nello specifico, il livello di sicurezza dell’edificio dovrà essere pari almeno a 0,8 e non più a 1 – tale valore di sicurezza è quantificato con zE, che rappresenta il rapporto tra la massima sollecitazione sismica sopportabile da un fabbricato esistente e la massima sollecitazione consentita per un nuovo fabbricato (ne abbiamo già parlato qui)

Altre novità riguardano l’introduzione di nuovi materiali e prodotti per uso strutturale, come i calcestruzzi fibrorinforzanti, e la progettazione in capacità della verifica a confinamento dei nodi trave/pilastro anche per la classe di duttilità bassa.

Sono stati poi aggiornati i coefficienti di sovraresistenza per i meccanismi relativi alla “gerarchie delle resistenze”, nonché introdotto il principio per cui la richiesta di resistenza è assumibile se non superiore alle azioni valutate con comportamento di tipo non dissipativo.

Rispetto alle precedenti NTC, sono stati invece modificati i fattori di struttura per gli edifici in muratura, mentre è previsto sempre l’approccio di tipo 2 alla geotecnica (escluse poche statistiche).

Scompare la possibilità di usare le tensioni ammissibili, neppure nel caso di calcolo semplificato previsto per le aree a ridotta sismicità, ammettendo solo la progettazione con il metodo degli stati limite.

Infine, le appendici agli Eurocodici costituiscono il collegamento indispensabile tra questi e le NTC nazionali: essendo la sicurezza strutturale di competenza dei Paesi membri, le appendici garantiscono la coerenza tra i parametri di sicurezza stabiliti dalle NTC 2018 e quelli da utilizzare con gli Eurocodici.

Per quanto riguarda il periodo transitorio all’applicazione delle NTC 2018, il decreto prevede delle differenze tra opere private e opere pubbliche.

Nel primo caso (art. 2 comma 2), per quanto riguarda opere strutturali private attualmente in costruzione – dunque ove sia stato già depositato il progetto esecutivo – è possibile adottare le norme previgenti (NTC 2008, approvate con dm 14 gennaio 2008).

Per quanto riguarda le opere pubbliche (art. 2 comma 1), sono individuati 3 casi:

  • opere pubbliche o di pubblica utilità in fase di esecuzione;
  • contratti pubblici di lavoro già affidati;
  • progetti esecutivi e definitivi affidati prima del 22 marzo 2018 (data di entrata in vigore delle NTC 2018).

Nel primo caso, è possibile applicare le norme previgenti;  nel secondo e terzo caso, ci si può attenere alle NTC 2008 solo se la consegna è prevista entro il 22 marzo 2023 (5 anni dall’applicazione NTC 2018).

Per i progetti assegnati prima del 22 marzo 2018 è possibile continuare applicando le previgenti NTC fino all’ultimazione dei lavori e al collaudo statico, a patto che i progetti stessi siano redatti secondo le NTC 2008.

Il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale è consultabile a questo link.

Per maggiori informazioni riguardanti le Norme Tecniche per le Costruzioni – NTC 2018 puoi contattarci mediante il form sul sito di Azichem.

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