Con il via libera della Camera dello scorso 14 giugno, è stata finalmente disposta la conversione definitiva in legge, con alcune modifiche, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, denominato Sblocca Cantieri.

Il provvedimento contiene alcune novità riguardanti il Codice Appalti e un capitolo riguardante gli interventi strutturali in zona sismica che, seppure non riguardante direttamente il Codice Appalti, è stato pensato per snellire le procedure, velocizzare la realizzazione dei lavori e semplificare la vita degli attori coinvolti – imprese, uffici amministrativi e progettisti.

Nello specifico, è stato modificato il Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) con le seguenti variazioni:

  • la costruzione di opere “realizzate con materiali e sistemi costruttivi disciplinati dalle norme tecniche in vigore” deve essere denunciata dal costruttore allo sportello unico;
  • non si parla più di opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso e a struttura metallica e viene eliminato il passaggio della trasmissione della denuncia di inizio di attività dallo sportello unico al competente ufficio tecnico regionale;
  • non sarà più richiesta la triplice copia per la denuncia dei lavori e la relazione da depositare a struttura ultimata inerenti opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso e a struttura metallica;
  • la presentazione delle pratiche e le comunicazioni tra Sportello Unico e operatori dovranno avvenire tramite PEC;
  • ridefinito anche il contenuto minimo dei progetti, che dovrà essere determinato dal competente ufficio tecnico della regione – il progetto dovrà essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni, relazione tecnica e accompagnato dagli altri elaborati previsti dalle norme tecniche;
  • con modifica all’articolo 94 del Testo unico dell’edilizia, gli interventi strutturali in zona sismica si classificano in tre tipi: “rilevanti per la pubblica incolumità”, di “minore rilevanza” e “privi di rilevanza” (per questi ultimi due casi, il certificato di collaudo statico può essere sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori).

Tra le modifiche al Codice Appalti, si segnalano:

Procedura negoziata fino a 1 milione di euro: nelle gare di importo compreso tra 40mila euro e 150mila euro per i lavori, o fino alle soglie comunitarie (221mila euro) per i servizi e le forniture, si procederà con affidamento diretto previa consultazione (ove esistenti) di almeno 3 operatori economici per i lavori e di almeno 5 operatori per i servizi e le forniture. I lavori potranno essere eseguiti in amministrazione diretta, fatto salvo l’acquisto e il noleggio di mezzi, per i quali si applica comunque la procedura negoziata.

Nelle gare di importo compreso tra 150mila euro e 350mila euro si procederà con procedura negoziata previa consultazione (ove esistenti) di almeno 10 operatori economici. Per gli affidamenti di importo compreso tra 350mila euro e 1 milione di euro, si utilizzerà la procedura negoziata previa consultazione, (ove esistenti) di almeno 15 operatori economici.

Procedure ordinarie invece per importi superiori a 1 milione di euro per i lavori, o alle soglie comunitarie per i servizi e le forniture.

Altre modifiche al Codice Appalti riguardano:

  • tetto al subappalto fissato al 40%;
  • per le Stazioni Appaltanti: libertà di scegliere il criterio di aggiudicazione e, in caso di requisiti idonei, di effettuare la verifica preventiva della progettazione;
  • certificati e cause di esclusione;
  • varianti ai progetti definitivi fino al 50% del valore;
  • meno pareri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;
  • nomina di un collegio consultivo tecnico di assistenza per prevenire controversie in fase di esecuzione del contratto.

Per avere ulteriori informazioni sul decreto legge Sblocca Cantieri, ti invitiamo a contattarci.

Fonte: Edilportale

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